TESTI

Foto di MDD

Giacché un mugnaio litigò col fornaio
Lasciandolo senza farina senza ragionevoli spiegazioni
Il fornaio si ritrovò la bottega piena di pane e materia prima
Una sfortuna e una fatica, il pane era ottimo
Che fare si chiese? Che si tenga la sua farina
Ci faccia qualcosa lui se ne è capace
E così gliela rispedì su una barca lungo il fiume
La sera mise il pane avanzato sull’aia e andò a letto digiuno
L’indomani mattina le ceste erano vuote
I suoi occhi si levarono lentamente al cielo e sussurrò: gli uccelli

Digiuno, Gli Uccelli
Briciole di storie
Nei venti dell’anno venti ventiquattro

SDP

Stiamo volando…


Riconosci chi sei quando sei stanco

D’istinto, visto dall’alto

Le ansie se ne sono andate

A te cosa rimane?

Per quel che m’hai fatto passare

Non ti lascio manco una strofa

Con la tristezza ho scelto sta base

Così almeno ci ballo sopra

Hai provato a tagliarmi le ali

Ma ne ho pure un paio di scorta

Incidi il mio nome su altri coltelli

Io sono in volo: gli uccelli

L’invidia è una brutta faccenda

Pensa la rabbia e la cattiveria

Sarebbe una gabbia farti la guerra

Gli amici mi sollevan da terra

L’amore è una corrente fresca

Pensi che sia abbattuto? Che mi sia buttato?

Aspetta, alza la testa

Guarda fuori dalla finestra


[Ritornello]

Questi pezzi sono gli uccelli

Te li regalo ma non puoi tenerli

Spiccano il volo, dall’uovo, dal nido col chiodo

Li riconosci ma non puoi vederli

Volano tra gli universi
oltre le nuvole, nelle correnti

Oltre le piogge, nei venti, nei cieli esistenti e non

Negli emisferi celesti e oltre


Sono al settimo piano

Non al settimo cielo

La mia vita è normale

Nemmeno io ci credo

La vista davvero niente male

Dico al vento non prenderla sul personale

Se metto i ferma porte

Ma se ne sbatte e soffia più forte

Mi racconto dal balcone

Mentre il cielo cambia colore

E i colori cambiano i palazzi

Tutti i tetti diventano terrazzi

Gli abitanti salgono a sfiorare gli astri

E i comignoli mandano messaggi

A chi è di passaggio

Miraggi

Lettere spirituali paradiso del paradosso

Pettirosso, passerotto

Penne d’inchiostro nero, corvo

Artigli: segni sul corpo

Ricordo dove vola l’avvoltoio

La mia crew in ogni dove uno stormo

Non sono Edith Piaf

Rimpianti si ma nessun rimorso

Cinciallegra sul davanzale

Io gazza ladra nel temporale

Io passero solitario, in attesa

Di una rondine che non torna a Sant’Ilario

Piccione viaggiatore

Migratore, airone

Nell’orizzonte blu scuro

Civetta nella notte e nel buio

Io non sono nessuno

Ma tu non sei Digiuno

Io non sono nessuno

Ma tu non sei Digiuno

E ho ascoltato Battiato

La cura non è una persona sola

Piuma rinchiusa tra quattro mura

Un abbraccio per quanto grande non vola, scusa


[Ritornello]

Questi pezzi sono gli uccelli

Te li regalo ma non puoi tenerli

Spiccano il volo, dall’uovo, dal nido col chiodo

Li riconosci ma non puoi vederli

Volano tra gli universi
oltre le nuvole, nelle correnti

Oltre le piogge, nei venti, nei cieli esistenti e non

Negli emisferi celesti e oltre.

Sono rimasto chiuso fuori
Cammino mentre piovi
Perso tra gli odori
La fame si fa strade tra quelli che passano
E si fanno a perdere comprando cibo fatto per vendere
Mi ripeto non mangiare
Mi ripeto non mangiare
Cucino tutto, tutto scompare
Ti mangio con gli occhi
Mi mordo la lingua
Amaro in bocca
Amore per finta
Non bevo, degusto, non mangio di gusto
Parlo come mangio, resto zitto
No all’all you can eat per principio
Mangia il ricco! [eat the rich!]
C’è un frutto che ha viaggiato più di me
Non fa per te bere un succo gastrico
Anche se costa mangiare be’
Hai la forchetta dalla parte del manico

[Ritornello]
Non parlare con la bocca piena
Non cantare mentre siamo a cena. Ah!
Non parlare con la bocca piena
Non cantare mentre siamo a cena. Ah!


Senza contorno, senza fumo
Senza arrosto, contro
La spettacolarizzazione del cibo
Non guardo video, m’è passato l’appetito
Mangi aria, buio, mandi giù, piatto crudo
Pasto nudo, passo e chiudo
Dalla pancia della balena buco nell’acqua
Che riempio a suon di dolci note e dolci e basta
È indispensabile poco, dispensa a fuoco
Mangiare mezzo non scopo
Ramadan, venerdì santo, decido quando
Quanto tanto lo scopro dopo
Improvviso senza ricetta
In piedi come mio padre a colazione, [ciao pa]
Abitudine e soddisfazione
Un solo non mangiare mille come

[Ritornello]
Non parlare con la bocca piena
Non cantare mentre siamo a cena. Ah!
Non parlare con la bocca piena
Non cantare mentre siamo a cena. Ah!


Cos’è nutrimento?
Un sapore vero? [non mangio]
Pasta in bianco
Montenegro. [non bevo]
Ora cosa mangio si legge cosa scongelo
Mi tengo leggero, così non spreco
Cosa ti serve per davvero?
Fabbisogno giornaliero
O pasto completo. [oh]
Consuma fino al prossimo pieno. [oh]
Sazia ogni desiderio, [oh]
Mastica lento, butta tutto dentro
Non chiedere cosa c’è in mezzo
Non leggere cosa c’è dietro
Appagato ma chi ha cucinato non è pagato
Chi sceglie cosa scegliamo al supermercato?
Voglio le fragole a gennaio
Siamo quello che mangiamo
Sussurro mentre scompaio.

Ora sai che puoi fare del male agli altri
Ora hai iniziato a preoccuparti
Ora hai paura di chi hai davanti
Male chi guardi?
Cerca qualcuno da incolpare
La giustizia ha fame, sta a digiuno
Cieca alle miserie, alle intemperie
Senza tatto su certe materie
Sorda ai lamenti e alle grida
Ai drammi di sta vita
Senza gusto carezza coltello
Taglia speranza col manganello
Toglie la musica non ferma la danza
Qui si balla senza festa
Senza futuro, senza scelta
Digiuno alle vostre pillole d’obbedienza.

[Ritornello]
Senza paura senza pace
Basta vedersi, basta volersi
Senza paura senza pace
Basta vedersi, basta volersi
Nella tempesta a cosa puoi rinunciare?
Nella tempesta a cos’hai rinunciato?
Puoi stare senza, nella tempesta;
Puoi fare senza, nella tempesta…

China la testa segue le regole
Schiaccia, schiaccia, schiaccia
Il più debole, la più debole
Perché gli ultimi non esistono
Eppure abbiamo nomi e facce
Mani e tasche
Abbiamo fame, abbiamo digiunato
Abbiamo ragione, abbiamo sperato
Sappiamo chi è stato
Abbiamo bruciato, bruciato, bruciato, bruciato
Bruciato, bruciato, bruciato, bruciato, bruciato
E non ci accontentiamo
Di una statua che ci dia ragione dal passato
Da quando son nato
Non credo il mondo sia migliorato
Ora è dura anche vedersi a voce
Guarda il sole
Senti il peso di ogni relazione?
Chi ti sta accanto ti tiene a galla
Osserva il buio, immergitici
Affidati al tatto, senti-eri
Cosa toccano i tuoi pensieri?
Cosa vedi?
Vuoi viaggiare? In che emisferi?
E con quali piedi? Sembra ieri…
Cosa guadagni? Per cosa vivi?
Hai scelto quello in cui credi?
E se ci riesci dammi una definizione di giustizia
Che non leda la libertà
E che sapore ha senza uguaglianza?
Senza equità?
Io non ho una spiegazione
E chi ce l’ha
Spesso pecca di presunzione o di santità
Senza un noi non puoi

[Bridge]
Io sono responsabile
Ma chi è responsabile
Non è mai responsabile
Io sono responsabile
Ma chi è responsabile
Non è mai responsabile
Io sono responsabile
Ma chi è responsabile
Non è mai responsabile
Senza un noi non puoi

[Ritornello]
Senza paura senza pace
Basta vedersi, basta volersi
Senza paura senza pace
Basta vedersi, basta volersi
Nella tempesta a cosa puoi rinunciare?
Nella tempesta a cos’hai rinunciato?
Puoi stare senza, nella tempesta;
Puoi fare senza, nella tempesta…

Del profumo faccio senza non mi manca
Di un sorriso faccio senza non mi manca
Di una festa faccio senza non mi manca
Della testa faccio senza non mi manca
Di un lavoro faccio senza non mi manca
Dello spazio faccio senza non mi manca
La libertà faccio senza non mi manca
Delle persone faccio senza non mi manca-no
Faccio senza guadare il sole, non mi manca
Faccio senza osservare il buio, non mi manca
Faccio senza guadare il sole, non mi manca
Faccio senza osservare il buio, non mi manca
Ricordare è pesante, la memoria brucia
A fuoco le lacrime sulla fiducia
Digiuno non piace per questo la gente mangia
Abbaiare stanca per questo la gente canta.

Esisto e manco lo sai, fai a meno di me
Stai meglio, ma poi ci mancheremmo. [dove sei?]
Sapessi come pregarti l’avrei già fatto
Sapessi spiegarmi non cercherei il tuo abbraccio. [dove sei?]
Eco di silenzio che riempi di boccate
Non sai come stare
Torna per l’ultima o per l’ultima volta
Più che alle parole pensi al filtro in bocca. [lecca la colla]
Non impossibile, improbabile
Prima o poi uscirà qualcosa di accettabile. [prima o poi]
Ci riempiamo di merda ma tu smetti quando vuoi
Io solo quando smettete voi
Dimmi che esiste un noi
Mentre le scimmie battono Tolstoj
Eppure condividiamo per davvero
Almeno un pensiero, almeno spero, almeno
Può esserci qualcosa anche in segreto
Stiamo insieme a bassa voce
Tutto farà meno schifo, posacenere mezzo pieno
E se non pensi a me, usa il mondo intero. [intero]
Ricordami contento, cadrò sul pavimento [scicca per terra]
Sarò solo sporco e qualche frammento, cosa contano? [vuoto dentro]
Quando ti mancherò sostituiscimi
Coi tappi delle bottiglie che ti consolano

Abo, abo, abo, abo, abo, abo, abo, abo, abo, abo
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
È solo cenere

Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Quest’amore
Scompare dentro di me

[Ritornello]
Li vedo i baci che lasci
Ho paura non posso parlarti
Li vedo i baci che lasci
Ho paura, paura, paura, paura, paura di…

Non smettere, ti prego non smettere
O non potremo più vederci [dove sei]
Piuttosto fatti male ma torna a sederti, regalami
I tuoi resti, posso curarti. Decidi tu come vedermi
O come guardarmi
Oh. Quando fumi non parli
Ti aspetti lo facciano gli altri
E speri che cercare da accendere ti eviti gli sguardi
Sporcami di te e dei tuoi scarti [sporcami]
Non cercare di distrarmi [scordami]
Non sono qui per te ma sei venuta a cercarmi;
Sono io che scrivo a te anche se non mi parli, [parlami]
Sono io che parlo a te anche se tu mi guardi
Solo e soltanto per centrarmi; mi manchi. [mi manchi]
Io che ti vorrei non posso toccarti
E tu mi prendi solo per svuotarmi. [cenere]

[Ritornello]
Li vedo i baci che lasci
Ho paura non posso parlarti
Li vedo i baci che lasci
Ho paura, paura, paura, paura, paura di…

E mi lasci, mi lasci, mi lasci, mi lasci
Mi lasci, mi lasci, mi lasci, mi lasci cenere
E mi lasci, mi lasci, mi lasci, mi lasci
Mi lasci, mi lasci, mi lasci, mi lasci cenere.

Ohi zi, come stai? Come va, tutto bene? E guarda l’altra sera era una situazione un po’ così, un po’… un po’ particolare. No? E niente ti volevo dire che secondo me, ti sei fatto un’idea sbagliata. Ma boh te ne sei accorto, dai si capiva. Non c’è stato niente quindi vabbè non c’è niente da capire dai, era la serata. Che poi non so nemmeno perché te lo sto dicendo, così per chiarire. Mo non ti fai dei viaggi almeno. Che poi un po’ ho capito come sei. Vabbé dai ti saluto. Comunque per una paglia vediamoci qualche volta.

Carlo ha gli occhi lucidi
Mentre gli dico che vado a Torino
Mi sento Gandalf ai porti grigi
Salutarsi a sorrisi, abbracciarsi per secondi infiniti
Per trattenere il calore della pelle
Sarà luce di gemme, fuoco di anime gemelle
Come ti saluto?
Addio, a dopo, a tra poco?
Vuoi sapere cos’è importante fai un trasloco
Lasciare un luogo non sono solo strade
Sono saluti tra vicini, sorrisi per le scale
Le quattro di notte al profumo di pane
Sono i colori delle stagioni
I ripari dagli acquazzoni
I posti buoni, i prezzi migliori
Le panchine, gli alberi, quei pochi fiori
Gli orari delle piazze, i parcheggi gratis
Le scorciatoie, le tag e le facce note
Non le metti in uno scatolone
Non te le imballi e non le porti via
O forse si, vengono con te
Raccolte di profumi, ricordi, flash
Istanti come diamanti
Una pioggia di momenti
Troppo grandi per rinchiuderli
Troppo pesanti per spostarli
Simcotteri, alianti
Mezzi matti, mezzi volanti
Sulla rotta del nostro cielo
Che solo noi sapremo interpretare
Un saluto profondo dal fondale
Fino alla vetta delle nuvole
Ci siamo scambiati inchiostro per tracciarci mappe
Sapremo ritrovarci, riconoscerci nelle tappe
Saremo faro l’uno per l’altro
Noi nere come la notte brilleremo tra stelle a flotte
Contro correnti, rose dei venti, [contro il nulla] [combattenti]
Magia bianca spuma del mare
L’utopia la pronunci compare
Il galeone resiste: l’isola che non c’è esiste

[Ritornello]
So che non è l’ultimo trasloco che faccio
Coraggio, in partenza per un altro viaggio
Le cose chiuse in uno scatolone di cartone
Le persone, in un abbraccio

So che non è l’ultimo trasloco che faccio
Coraggio, in partenza per un altro viaggio
Le cose chiuse in uno scatolone di cartone
Le persone, in un abbraccio

Lei mi chiede se non scordo qualcosa
Io le dico ci vediamo nella casa nuova

Ce n'est pas une nouvelle vie
C'est la même vie
Une vague infinie
Qui se brise sur des rochers toujours nouveaux


Qui non conosco nessuno né in quartiere né in centro
Ma chiunque riconosce il mio accento
Qui dormo meno, spesso dico non so se mi spiego
Ma è un cambiamento solo se mi spavento
Per il resto non torno indietro anche se riparto da zero
Riparta il treno anche se mi chiedo cosa comporta?
Cosa porto? Cos’è porto per uno straniero?
Nostra patria il mondo intero
Unica bandiera il cielo
E ripenso a quando dicevo:

Ogni scatola è una goccia di passato
Un po’ stretto, un po’ schiacciato
Qualcosa l’ho regalato, non sono lacrime
Ma scrivo comunque fragile
Difficile pensare al futuro
Mentre stacchi tutto dal muro
Sembra ieri, sembrano passati vent’anni interi
Cosa lasci? Cosa tieni? Come ci riesci?
Al centro della stanza circondato dal vuoto
Rimane un foglio bianco sporco
Faccio una foto da guardare con un sorriso
E inviare a Simo con scritto finito il trasloco

[Ritornello]
So che non è l’ultimo trasloco che faccio
Coraggio, in partenza per un altro viaggio
Le cose chiuse in uno scatolone di cartone
Le persone, in un abbraccio

So che non è l’ultimo trasloco che faccio
Coraggio, in partenza per un altro viaggio
Le cose chiuse in uno scatolone di cartone
Le persone, in un abbraccio

DigiunoD
Per voi fungo
Ci si vede presto
Nella casa nuova
Nella città nuova
Vi aspetto…

Non richiamo l’attenzione
Non richiamo, non ti chiamo
Parlo più in un abbraccio. Come faccio?
Nel banco in terza fila
Accarezza freddo e mattina
Altezza che attira quando ti accorgi che
Stesse parole, altri occhi
Cambiano l’acqua dove tocchi
Non ho scelto di essere timida
Voi avete scelto il contrario
Avete disimparato col tempo
A scegliere il silenzio
Non sarò vittima delle vostre u
Non m’hanno insegnato
A competere
Non è come la vuoi mettere tu
Sotto il pelo dell’acqua
Non voglio emergere
Rotte tra le lettere
Rotte dalle tenebre
A volte si affonda, non mi voglio perdere
Un tuffo al cuore da ripetere
Sovraesposta sprofonda
Tra riflettori di buio, bomba de humo!

[Ritornello]
Sorridi ai temporali, sorridi ai temporali
Quelli tristi sono tutti uguali, tutti uguali
Sorridi ai temporali
Quelli tristi là fuori sono tutti uguali
Non sarò vittima delle vostre urla
Della vostra fretta, della vostra incuria
Dell’arroganza che ammanetta
Non lascerò che mi distrugga!
Non sarò vittima delle vostre urla
Della vostra fretta, della vostra incuria
Dell’arroganza che ammanetta
Non lascerò che mi distrugga!


Quanto costa essere sincera
Ma non c’era nessuno ad impararmelo
Quanto sarei ricca con tutti questi
Potevi risparmiartelo
Il paesino tuo puro schifo
Pure il genere
Che ti hanno attribuito
È un regime di aspettative
O sei tra le prime
O ti sopprime
Ascolti i respiri
Dici mi ha sbloccato il teatro
E altro ti ha cambiato ma
Non so cos’hai passato
Anche se me l’hai raccontato tanto tempo fa
Muoviti, rispondimi, parlami
Non potrai fare sempre così. Invece si
Non voglio alzare la voce, alzare la mano, 

fare strada, andare lontano,

o che tutti sappiano come mi chiamo
Non parlo per interviste
La timidezza no, non esiste
Esistono persone, timide
E sto mondo le ammazza
Sulla pubblica piazza
Con l’arroganza della maggioranza
Sto mondo ammazza i timidi ma oggi basta
Oggi basta
Ho detto basta
Sto mondo ammazza i timidi ma tu…

[Ritornello]
Sorridi ai temporali, sorridi ai temporali
Quelli tristi sono tutti uguali, tutti uguali
Sorridi ai temporali
Quelli tristi là fuori sono tutti uguali
Non sarò vittima delle vostre urla
Della vostra fretta, della vostra incuria
Dell’arroganza che ammanetta
Non lascerò che mi distrugga!
Non sarò vittima delle vostre urla
Della vostra fretta, della vostra incuria
Dell’arroganza che ammanetta
Non lascerò che mi distrugga!

È l’undici aprile millenovecentoundici
Corro da Viola sto diventando padre per la terza volta
Ho preso la porta di corsa
E ogni passo sono occhi lucidi
Ti ho preso in braccio, chinandomi a baciarti
Abbiamo scelto un nome diverso dagli altri
Col lavoro che faccio spesso ho i letterati in mano
E ho pensato di battezzarti tra i giganti
Se vorrai aiutarmi potrai aiutarli ad andare avanti
Con l’augurio che potrai fare altrettanto
Comporre pagine è un lavoraccio
A metà tra leggere e scrivere e tutto al contrario
Qui ho imparato che certe idee non puoi affidarle alle lettere
Le persone non sono rinchiuse nelle tessere
Puoi stamparne di manifesti non decidi cosa legge la gente
E le parole hanno un peso letteralmente
Ma l’ambiente è una meraviglia, una piccola famiglia
E mentre ci chiedevamo a chi assomiglia
Hanno stampato una cartolina giù in tipografia
Con scritto benvenuto Anteo, viva l’anarchia

[Ritornello]
Raccoglievi le foglie dei platani, i semi degli aceri come tesori
Guardando le vette degli alberi spogli
Io pensavo questo mondo è marcio
E tu mi dicevi questo mondo è alto
Ho fatto un sogno scomparivi tra le persone
Ti perdevo, poi ti trovavo in ogni dove
E piangendo sereno mi dicevo custodisco i tuoi semi
Per un’altro terreno, un’altra stagione

Mentre crescevi a oliare macchine e armi
Scalciavi sentendo i discorsi dei grandi
Quando ti alzavi per parlarci
Ci guardavamo come non sapessimo chi avessimo davanti
Ti ho dato carattere perché questo è il mio mestiere
Non inchinarti neanche per dovere
Scegli se piegarti ma non accettare mai catene
E se la vita te le impone, non accettarne la fede
Io mi sporco le mani ma non mi sporco
So qual è la parte giusta senza sforzo
Tu vivi senza maschere, senza rimorso
Tu carattere forte, carattere di piombo

[Ritornello]
Raccoglievi le foglie dei platani, i semi degli aceri come tesori
Guardando le vette degli alberi spogli
Io pensavo questo mondo è marcio
E tu mi dicevi questo mondo è alto
Ho fatto un sogno scomparivi tra le persone
Ti perdevo, poi ti trovavo in ogni dove
E piangendo sereno mi dicevo custodisco i tuoi semi
Per un’altro terreno, un’altra stagione

Ho smesso di parlare, cosa resta da dire?
Troppe frasi tra le mani perdono valore
Tutto l’inchiostro versato tace il mio dolore
Le rotatorie girano a vuoto, la carta sta per finire
Mi sono pentito di quello che ti ho detto
Non dei valori che ti ho trasmesso
Me lo sono chiesto, non sai quanto me lo sono chiesto
Quanto sarebbe diverso, tutto sarebbe diverso
Non è lo stesso
Nonostante abbia capito il tuo gesto
Il tuo dito sul grilletto è stato un esempio
Ma quanto ho perso, quando ti ho perso?
Ci ripenso e anche se non ne sono contento
Con le ginocchia spezzate dal tempo
Dopo aver trascinato i giorni, sto meglio
Io fiume sommerso ho infranto l’isolamento
So che scorri con me anche adesso, ti sento
Non contano le lapidi, i fiori sul cemento
Resti piombo che vola nel vento
Oggi in corteo Anteo è fiorito il mio silenzio.

Sguardi stanchi, si muovono in banchi
Si illuminano a tratti
Attratti dai rumori forti
Ipnotizzati dai silenzi densi

Lavoro coi pischelli
Mi piace, provo a dargli qualcosa
Mi piacciono i colleghi
Ma li vedo solo al cambio d’ora
Cosa vuol dire lavorare insieme
Se non ci si chiede se stai bene?
Ognuno fa il suo mestiere, come riesce
Come viene, butta stimoli vediamo che succede
Chi getta l’ancora alla terza ora;
Chi ha i remi in barca ancora;
Chi spera la Santa Barbara esploda;
Chi lotta e conduce l’Hispaniola da sola
Ho smesso di sperare nel ruolo
Figurati se voglio illudermi da solo
Precario galleggio, forse andrà meglio
In acque profonde continuo il disegno
Non è l’impegno, lo stipendio
Legno marcio, legno grezzo
Ma cosa trovo, cosa cerco
Cosa porto dentro, porto dentro, porto… [cosa cerco]

Questa cattedra è una zattera [cosa cerco]

Isola, costa
Ogni tragitto ha la sua distanza
La sua sosta
Quanto manca, quanto conta?
Ogni relitto ha la sua speranza
La sua forza

Mi sento in mezzo al mare, 

questa cattedra è una zattera.

Improvvisazione, tecnica, studio, dedizione
Professione professore
Dove si studia la passione?
È più che altro una relazione complicata
Da: interrogazione, definizione
Voto, errore, correzione
Per imparare a nuotare
Non ti tiene a galla una valutazione
Contano i titoli che leggi non quelli che hai
Conta quello che dai più di quello che sai
Vuoi dargli un paio di scarpe o una direzione?
Costruisci una strada o un’indicazione?
E che ne so io di lacci e suole?
Non sono, uno psicologo, un allenatore
Non un controllore
Né amico o fratello maggiore
Tantomeno un genitore
Non sono un dottore né un salvatore
Poi salvare da cosa? Come?
A volte tutte ste figure a volte manco una
Mezzo in aula, mezzo sui mezzi di fortuna
È solo una metafora ma fa paura
So come fare, ma non come farò
Una cattedra è una scusa, lo so
Una zattera, io medusa, Géricault
Una cattedra è una scusa, lo so
Una zattera, io medusa, Géricault.

Aspetto di addormentarmi
Ripenso a chi ho detto magari passi da ste parti
So già cosa vuoi dirmi ma non so cosa aspettarmi
Magari piango perché non riesco ad incazzarmi
A volte aspetti apposta finché è troppo tardi
Meglio dare la colpa agli altri
E non alzarsi, anzi, anzi
Anzi, per un giorno, una settimana
Foss’anche un anno e un mese
Brucio le vostre pretese
Non potete condannarmi
Solo capire che capire è sempre un passo avanti
Non aspetto il messia a meno che non sia Albi
Voglio fare rumore a me non bastano i palchi
Voglio andare in festa e restarci
Perché le stagioni non sanno aspettarci
Attendo dopo allenamento
Ma a stare fuori ho paura dentro
Quando arriva ma non sono contento incolpo lei
Per quello che sento incolpo ma anche per il freddo
Aspettare non fa per me, non si direbbe
Paziente col futuro, mai col presente
12 dicembre aspetto sotto le coperte
15 novembre aspetto sempre

[Ritornello: Clepto Cantautorao]
L’attesa deruba il tuo tempo che hai taccheggiato al mondo divora i secondi
Sguardi, aspettando che…
Sguardi, aspettando che…
Nell’attesa tutto si ferma
Tutto si dilata: lo spazio, il tempo

Fermo immobile aspetto passino
Trattengo il respiro poi scatto
Ma col sorriso di chi non si nasconde
Perché stanotte so che corro più forte
Alla fermata del bus, sulla linea gialla
Paesaggi in corsa tornano a galla
Mornin glory, faccio notte coi tramonti
Trainspotting, attese liquide, il tempo scorre
Si calmeranno le onde come
Aspettando il… buio accendere parole
Che non ti aspettavi e non hai sentito
E nell’Attesa ascolto Marco Fiorito
Non mi aspetto niente, se non il peggio: Aspettro
Con la speranza in tasca, silenzio, pareggio
[triplice fischio]
Aspetto la prescrizione così festeggio
Ti ho aspettato in quel parcheggio a Reggio due ore
Sorridendo ad ogni auto sperando fossi tu;
Come al primo concerto, troppo presto
Aspettiamo all’esterno, imparando il significato di crew
Sui binari certi treni non li prendi più
Così impari e certi treni non li perdi più
È questo il segnale che stavi aspettando
Quindi ora è il quando e chi se non tu?

[Intro: Daddi]

Ossimoro de-finire l’infinito
Tutto, l’intero, vuoto e pieno
Fuori dal tempo, suono e silenzio
Accarezzare sospeso, come una balena e il cielo

[Strofa1: Digiuno]
Ossimoro definire l’infinito
Nonostante il nostro esserci immersi dentro
Quasi sommersi
Naturale e complesso
Come parlare una lingua senza saperlo
Come balena tra due infiniti
Respirare nel cielo, vivere nel mare
Poterlo toccare
Solo con l’immaginazione
Solo con una canzone
Solo non riuscire a spiegarsi
Perso tra scogli di sintassi. [scavare]
Parole a ritroso [oltre]
Ultimo orizzonte, primo, ultimo di nuovo
Sopra senza limiti, [terso] sotto senza confini, [denso]
Lasciarlo per vivere, respiri,,
Nell’immensità, soffio d’eternità
Librarsi dalla totalità dell’acqua
Leggero nel mare
Amare, senza persona alcuna
Lacuna grammaticale. [Attraversare]
Contenuto denso, così denso [spazio tempo]
Da diventare diverso
Senza scomparirci dentro
Riflettere ed essere riflesso
Caleidoscopio invisibile
Orientarsi per perdersi, fermarsi
Riconoscere il segreto;
Leopardi a scrivere
E Giacomo dietro una siepe disperso

[Bridge: Daddi]


[Strofa 2: Digiuno]
Possibile, possibile, possibile, possibile
Parlarne, pensarne
Difficile, difficile, difficile
Sfiorare l’idea, apnea
Maledire il giorno dell’invenzione della perfezione
Alla fine della ragione a parole perdere
Alla tentazione cedere
E prendere una definizione
Capire il non capire, tacere
Morire per scoprire…
Infine tra tanto dire
Decidere di pronunciare dio per farlo finire
Senza comprendere, meglio togliere il cappello
Non proferire verbo
Impossibile definire l’infinito
Anche se io usare solo quello.

Ognuna ha la sua musica, ognuno ha il suo motivo;
Ognuno balla da solo, da sola
Una melodia ripetitiva, suona ossessiva
Ballare soli nascondersi dal mondo
Invisibili al confronto. Solo perché può farlo
Non si cura d’altro, isolando
Alza il volume al massimo incurante di chi ha di fianco
Degli altri non si interessa tanto
Balla finché non è stanco, fino all’ultimo tacco
Anime spente in branco
Tengono banco non ascoltando
Per godersi l’ultimo tango coperti di fango

[Ritornello]
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!

Scegliere tempo e atmosfera, pezzo o playlist intera
Rave o balera, nessun cenno d’intesa
Ad ogni sguardo girarsi di schiena
Ad ogni urlo ne na na na nà, ne na na na nà
Provare mosse non provare pena
Provare passi non empatia
Cantare pur di non parlare
Parlare per parlare pur di scacciare tutto via

[Ritornello]
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!

Danza lenta, senza contatto; danza densa
Senza messaggio; danza cieca di coraggio
Manca anche il cielo, perché cercare l’orizzonte
Per ballare soli basta seguire le proprie impronte
Chi altro c’è oltre?
Soliloqui nel deserto, nel buio pesto in cerchio
Intorno a un fuoco spento
Parlando con se stessa, se stesso
Muovendosi solo per non sentire freddo
Avanti e indietro come le metro
Avanti e indietro vuote inghiottite dal nero
Vanno senza saperlo, senza volerlo
Senza alcun passeggero
Incuranti dei biglietti, voci di spettri
In cunicoli bui e stretti, lunghi e freddi
Risuonano da cupi buchi nel terreno
Parlando di posti senza vederli. [prossima fermata]

[Ritornello]
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!
Uh ah ahah! Uh ah ahah!
Balla e basta non parlare!

Porte chiusi, muri spessi
Silenzi, marciapiedi deserti
Solo inferni, Italo, solo inferni
Dov’è il resto? Tra i resti non riesco a vederli
La paura ti sotterra la soluzione non è una, solista
È più complesso, sfaccettatura cubista
In pista nessuno scambio
Solo un binario sordo, mezza vita sotto le strobo
Stazione senza persone. Oh no!
Senza mezzi termini nei mezzi d’informazione
Comunicazione senza contaminazione
Condivisione senza con
Niente mezze misure, nessun metro di paragone
Metro di giudizio legge del taglione
Dai del retrogrado a chi non la pensa come te, vade retro
Ma alla fine non sai mai chi hai di fianco in metro.

[Strofa 1]

No che non è tutta scena
Triste fino alla cancrena
La terra trema, digiuna e spera
Piena luna, balla lenta di schiena
Nell’incertezza buia
Quanta bellezza si spreca
Fontane sotto la pioggia per le foglie marce
L’autunno è solo una scusa
Mastico punti di sutura
Se urlato tutto fa paura
Se vissuto tutto fa cultura
Voce strumento, voce del verbo medusa
Con che forza sorrido
Sanguino dentro
Quando tornando a casa per strada
Vedo gente dormire sul pavimento del centro

Le ferite hanno una voce
Parole nel crepuscolo
Cosa vede la tua voce?
Parole nel crepuscolo
Gli occhi non dormono
Parole nel crepuscolo
Vedersi a voce
Parole
Riconoscere ferite

[Strofa 2]
Vorrei dipingere il mondo intero
Vorrei iniziare da un cimitero
Perché ho conosciuto la morte davvero
Vive tra gli alberi non in cielo
Mi ha detto che nascere è accendere un cero
Vivere è unire divino e terreno
Morire è un soffio seguito dal nero
O crescere o credere sia tutto vero
Hai mai fatto una croce per una tomba?
Non aspetto qualcuno risponda
Notte fonda, dove osano le pupille
Un fuoco quante scintille?

Le ferite hanno una voce
Ascolta chi tace tra le grida
Riesci a sentire la tua voce?
Ascolta chi tace tra le grida
Non giace in fondo alla gola
Ascolta
Vedersi a voce
Chi tace
Riconoscere ferite

[Strofa 3]
Comunque non ci siamo ancora conosciuti
Raccontarsi inclusi i saluti
Guardarsi muti
Oppure spogliarsi e spiegarsi i tatuaggi nudi;
Conta le mie ossessioni sui muri
Fidati, prendi me e loro non le escludi
Per questo raddrizzo i quadri
Pure in casa degli sconosciuti
Non mangiare come me, non fumare come me
Non crescere come me, non potresti neanche volendo
Ma-maestro, ma-maldestro
Cucio cicatrici nel tempio. Ascendo
Sotto la crosta, sotto pelle, sotto le stelle
Vedersi a voce, una soluzione
Per un contatto a fianco di chi si commuove
Digiuno

La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente
La voce è mia e di chi la sente.

Vita, salita, saliva salina sulle dita alla deriva
E non è tanto male (Male, male, male)
A parte i piani che mi sono fatto
Grattacieli si godono la mia visuale (Ahi)
Ma sento ancora il mare (Mare, mare, mare)
Qualche volta al mare, finché non scompare
Idrogeno e sale, lasciandomi poco ossigeno per respirare (Oh)
Mi faccio di futuro dove
L'immaginazione costruisce ponti sui baratri che scavo
(Come?) Armato di piccone e buon senso
È una vita che ti alleni per crescere
Indietro non si torna neanche per provare per credere (Eh)
E dopo tanti anni hai dato stabilità alla tua identità
In modo consapevole? (Ehi, ehi, ehi)
Aumenti strati del tuo essere
Sedimentare è tessere
Il ghiaccio non lo costruisci, sul ghiaccio ci cadi
Non puoi contarci, col ghiaccio ci taci

Zitto, devo stare zitto, rinchiuso
Scende il soffitto, butta fuori quello che capisco
I passanti a picco nell’asfalto cancellarsi
Tra la folla, non aprire bocca, non parlare
Come se dovessi riempire i vuoti
Vivi di parole o puoi stare senza
Passano i giorni e se le guardi anche le date di scadenza
Accumuli esperienza in riva al mondo fermo sullo sfondo
Sul bordo delle cose, eppure si muove
Montagna pensante d'acqua solida
Pesante su acqua che mi logora a furia di onde
Sono uno scoglio fragile, scoglio fragile
L'oceano è una voragine a mia somiglianza e immagine
Neanche tocco terra, anche se fosse non sarebbe facile
Scoprirò quanto alto posso volare
Brucerò la mongolfiera, iceberg.

[Ritornello: Daddi & Digiuno]
Io voglio scomparire, eh
Io voglio solo scomparire, eh
Crescere lentamente fino a morire (Piano, piano, piano, piano)
Anche un iceberg come niente sparisce
Non voglio scomparire, eh (Non)
Non voglio solo scomparire, eh
Crescere lentamente per non morire (Non)
Anche un iceberg come niente sparisce.

Duro e puro e per niente
Colleziono imperfezioni, diviso dai due poli
Decisioni, viversi altre posizioni
Vieni a vedere altre direzioni (Altrove)
Finché di ghiaccio ci muori mi perdo là fuori
Non voglio restare fermo
Contatto, distacco imposto
Staccarsi fa parte del gioco
Crescita costante non vuol dire diventare grande
E diventare grande non vuol (Uh) dire diventare grosso (Uh)
Appoggiati finché non sprofondo
Non puoi darmi una mano, mi sciolgo
Fidati di me mi conosco
Fonditi con me nell'ultimo giorno d'agosto (ultimo)
Questo bianco sarà nero passando dal grigio
Se staremo insieme, insieme sul fondo
Guardami attraverso, coperto
Mille sfumature, perso in questi nodi cerco cure (Ehi, ehi, ehi)
Questo intreccio terso fa sembrare tutto vuoto
Resto difficile da rompere ammetto (Ehi, ehi, ehi)
Mi fa paura la parola "sciogliere"
Troppo simile a "scogliere", barriere
Da vendere per intrattenere
Mi ricreerò ciclica (Sempre), Turritopsis Nutricula
Questa pioggia mi scioglie, mi sconvolge
Se non mi uccide si solidifica, fortifica
E diventa parte di me
Lei è parte di me e sono anche contento
Ma sono a pezzi perché
Non conto più le parti dentro di me, iceberg

[Ritornello: Daddi & Digiuno]
Io voglio scomparire (Scomparire), eh
Io voglio (Voglio, voglio) solo scomparire, eh
Crescere lentamente fino a morire (Piano, piano, piano, piano)
Anche un iceberg come niente sparisce
Non voglio (Voglio) scomparire, eh
Non voglio solo scomparire, eh
Crescere lentamente per non morire
Anche un iceberg come niente sparisce.

Gli occhi urlano al cielo sterminato
Soli stelle morte ognuna è un fuoco fatuo
Belle e senza sorte, spine di luce mute
Costellazioni di filo spinato
Il primo a bagnarmi, l’ultimo ad asciugarmi
Troppo in alto per i dettagli, dove muoiono le nuvole
Dalla rupe senza lune non vedo lucciole
Scompaiono pure gli sbagli
Scrivo ancora pezzi sugli errori perché o sbagli o muori
Fuori sei già passata, la strada è bagnata
Ma rimpiangerti è una nostalgia sbagliata
Come chi torna a vedere dove si bucava
E se guardandomi indietro vedevo tutto perfetto
E tutto vero è solo perché ero più ingenuo
Nostalgia spietata come la concorrenza
Dei fioristi al cimitero. Nessun sentiero
Orme sulla sabbia, binari seppelliti nella piazza
Acqua nella stanza, Dolcenera beve, sputa e canta
La pioggia danza in paradiso
E quando verrà avrà il tuo viso

[Scratch: DJ TryCatch]
Verrà la pioggia e avrà il tuo volto
Parlo di te a dirotto

Vengo da una zona dove la pioggia non è buona
Dove la pioggia non perdona
A mani giunte nel fango lanciando sguardi d’odio al cielo
Sapendo che pregare non serve, il responsabile è terreno
Ho provato nostalgia non lo nego
Non posso tornare indietro o andare via, non ci credo
Ho sbagliato a farla mia, è vero
Ma lei era sbagliata anche quando non lo sapevo
La pioggia è solo pioggia
Non servono metafore o parlare di lacrime
È scritto nelle pozzanghere in caratteri tremolanti
Meglio tardi che troppo tardi
Forse una goccia ti spetta se hai un futuro che ti aspetta
Puoi scaldarti coi ricordi, altri
Asciutti di rancore non aspettano il sole
Ora che i letti sono tombe, ai fiumi nessuno porta un fiore

[Scratch: DJ TryCatch]
Rimpianto e rimorso, pianto e rimosso
Verrà la pioggia e avrà il tuo volto
Il cuore nel passato strappato dal presente.

Ruggine mia cullami stanotte
Custodisci crisalide le ossa rotte
Il buio corre prenditi cura di me tu sai come
Trova le parole tu sai dove

Dimmi come soffri e ti dirò chi sei
Anche quando è troppo tardi per scusarsi
I fazzoletti troppo stanchi per addormentarsi
Sdraiati sui rimpianti, sdraiati
Col futuro sulla testa. Calmati. Guardati
Sbocciare alla prima pioggia di primavera
Respiro del tempo, ossido di ferro
Fiore di ruggine goccia a goccia mangia… (fiore di ruggine)
La sofferenza è una catena
A volte ti imprigiona, a volte ti eleva; (a volte)
La ruggine la spezza
A volte di colpo, a volte con lentezza
Io sto bene, io sto male la paura di essere banale
Ci tiene lontane persone care
Troppo spaventate dalle cicatrici
Per chiederti come guarisci
Altre appiccicate sulla pelle, sintonia
Ci sono sempre, armonia, sinfonia
Sono ruggine di notte con le stelle, empatia
Empatia, empatia, empatia. (empatia)
Una vita che ti alleni alla solitudine
Pugni allo specchio come una pugile
Voci all’orecchio come un incudine
Oro, acciaio, poca ruggine

[Ritornello: Daddi e Digiuno]
Ciò che non ti consuma ti rende più fragile. Basta una goccia
Scopri che soffri, dai un nome alle lacrime. Basta una goccia
Niente più favole, tra queste rapide
Scopri la tua ruggine ē tutto più facile

Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine

Tuo padre è più stanco. Tuo padre ha un trapianto
L’esito incerto ci incatena in concerto
Non so cosa sento. (sconcerto)
Potrebbe essere diverso, certo
Sto capendo come starti vicino
E ogni momento è buono
Ma se stare vicini è reato
Chi non si è ribellato cos’ha imparato di nuovo? (riot)
Mi dici che ti senti sola, un giorno alla volta
Ti chiedi chi mi consola? Sorridi capovolta
Lame attraverso la torta
Di una giornata storta, sottosopra; (sopra e sotto)
Brutte notizie dolci famiglia Dorian
Ansia, ansia e zuccheri
Dormi, dormi rugginì
Bagnati asciugati, scopriti, sfogliati, spogliati. (liberati)
Lascia la tua catena inchiodata ai limiti
Lascia che lei ti liberi
Appendi i guanti, prendi i guanti
Sai ascoltarli? Sai ascoltarti?
Appoggiati a me anche se distanti. Sacco veloce
Colpi alterni prima che ti prendano, dura sciogliersi
Se ti incatenano senza guardarti
Finché la ruggine non si fa avanti per abbracciarti. (rouille sur les chaînes)

[Ritornello: Daddi e Digiuno]
Ciò che non ti consuma ti rende più fragile. Basta una goccia
Scopri che soffri, dai un nome alle lacrime. Basta una goccia
Niente più favole, tra queste rapide
Scopri la tua ruggine ē tutto più facile

Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine
Ninnananna ruggine

Chiamami come vuoi non mi interessa manco il nome
Ogni pezzo è un pezzo di me, ma tu chiamalo se vuoi canzone
Un centimetro più vicino a te, e un minuto di rap
Sono sessanta secondi di introspezione
Guarda chi ha la voce per urlare e invece canta
Chi ha la testa per pensare e invece guarda
Calma. La rabbia. Che ho
MC mandarino mi presento ai contest con un litro e mezzo di flow
Non darmi colpe, prenditi le tue che poi ne erediti
Non darmi meriti, basta crederci
Vuoi applausi? Chiedili!
Ti sembro calmo? Ti sembro calmo?
Cazzo, ma mi hai visto quando canto?
Mai assunto droghe, neanche l’ottimismo
L’unione fa la mente ma il caos ci rende unici
E non puoi ridurlo ad algoritmo, urlo segui il ritmo!

[Scratch: Dj TryCatch]

Scriversi addosso non serve, non sempre, che il sempre
È troppo lungo e il tempo di leggerlo tutto, è già settembre
In ogni apertura verso la scrittura
Intorno vedo te, sento te, e me ritrovo
E se mi spinge a scrivere è buono, da mangiare!
Quello che cucini lo puoi bruciare e buttare
È un buon metodo per imparare pessimo per insegnare
E lo puoi fare solo se non hai fame
Non posso essere la chiave di lettura
Sono una serratura da cui sbirciare il mondo;
Non è un fine, non è un inizio
Ho solo il vizio di andare fino in fondo, fino in fondo
Non si de-scrive tutto, per questo scrivo
Tentativo di rendere specchio il mio riflesso
Nell’universo da cui prendo in prestito parole
Così grande il lampo così piccolo il lampone!

[Scratch: Dj TryCatch]

Se mi esprimo in versi divento un poeta o una bestia?
Prendere posizione, pretendere di scegliere
Con parole a volte non abbastanza
Nascondon la sostanza, e si possono pure fraintendere
Ogni riga in bilico col peso delle notti
Sul filo dei giorni, sfogli fogli che si accendono
Ma non scaldano e se te li scordi
Non cercare di illuminare l’interno dei volti
Scivola fuori da ogni assoluto, il contenuto
Imbevuto di bozze per un tatuaggio al cuore
Punto e virgola croce, l’interiore diventa esteriore
Eppure sembra altro visto da quaggiù
Sprofondando dall’alto dei miei pensieri
Come se mi regalassi
Relegando ogni mio pianto ad un impianto rimpiango
Di averlo serbato per qualcun altro che non fossi tu.

[Outro]
Il concetto chiave dello scrivere è scrivere.
Non è pensare
Scrivere in fondo è cercare di descrivere il mondo
Mostro me stesso sono quello che sogno
Penso e amo, ditemi: “se questo è solo un uomo”
E se ho bisogno di scrivere o se scrivo perché ho bisogno!
Vuoto le bottiglie per riempirle di messaggi
Scrivo pezzi per spiegarmi non per spiegarli
Lasciare una traccia, lasciarci la faccia
Lasciare perdere tutto, tanto tutto è carta straccia!
Non so neanche quanto mi piaccia farlo
E mi prende così tanto che potrei anche odiarlo
Ma non posso permettermelo
Io mi chiedo perché scrivo e tu, hai il coraggio di chiedertelo?

[Ritornello]
Non so come funziona ma io scrivo
Non so per quanto ancora ma io scrivo
Prima della fine brucio il quaderno
Ma scrivo lo stesso, è chiaro il concetto?
Non so come funziona ma io vivo
Non so per quanto ancora ma io vivo
Prima di impazzire brucio dentro
Ma vivo lo stesso, è chiaro il concetto?

Le pagine ti ascoltano, ti lasciano fragile
Parlo senza risposta, specchio senza immagine
Puoi usare fogli per asciugarti lacrime
Vuoi sapere il sapore del sale chiedi a Cartagine!
Certi dubbi non li nutro neanche più
Necessità virtù a tu per tu con te stesso
Col tuo estro, silenzio, poi musica maestro
Se riesco resto bandiera bianca mangiata dal vento
Furono frasi ad effetto ora manco quello
È un duello! Rem tene verba sequentur
Tra diventare più tecnico o più poetico
Ho scelto di cercare me medesimo
E ho trovato questo! Ciao! Guarda come mi diverto!
Non mi do pace ma ce la sto facendo
Posso rinchiudermi ora che mi sono aperto;
Qua tutto parla di me anche se parlo a te anche se...

[Ritornello]
Non so come funziona ma io scrivo
Non so per quanto ancora ma io scrivo
Prima della fine brucio il quaderno
Ma scrivo lo stesso, è chiaro il concetto?
Non so come funziona ma io vivo
Non so per quanto ancora ma io vivo
Prima di impazzire brucio dentro
Ma vivo lo stesso, è chiaro il concetto?

Ho guardato il foglio e il foglio è un abisso
Posso stare zitto e sperare di non essere visto
Ma non posso vivere per quello che ho scritto
Scrivi parole ma le parole non ti scrivono!
Il concetto è chiaro solo che sono io che
Divento scuro ho smesso di accogliere gli altri
Con lo scudo ma scrivo ancora quando sudo
Quando taccio, quando faccio muro, quando mi scuso
Se scrivo e non parlo non mi hanno
Insegnato a farlo e ho preferito non impararlo, tanto
Scrivere tanto mi ha dato tanto
Mi ha spinto a farlo e sono caduto arrancando
Ma-ma-marcio nel fango e ci sarei rimasto
E non ne parlerei se non lo avessi già fatto
Con qualcun altro, perché dentro te scrivi per tutti
Ma chi c’è là fuori ad ascoltarlo?
In principio era il verbo, ora peso ogni parola
Di ogni verso, il concetto trasmesso, spesso
Ci perdo il senno solo per sapere come la penso
Ha senso fare tutto questo? Tenere tutto dentro
Per mettere tutto il resto su un testo?
Anche ammesso, metto tutto me stesso non solo il meglio
L’argomento è solo un pretesto, le emozioni sono un riflesso
Conta quanta verità c’è dentro!
In una fossa cercando l’oro, pirite
Dai diamanti grafite allegoria
Tenere a freno la penna è violenza o malattia?
Farne senza: astinenza o perfezione?
Non viviamo forse di parole?
Non voglio morire in una metastasi di parafrasi come
Non voglio consegnarmi all’inchiostro
Ma agli sguardi che riconosco, a mente, dove e finché posso!

[Ritornello]
Non so come funziona ma io scrivo
Non so per quanto ancora ma io scrivo
Prima della fine brucio il quaderno
Ma scrivo lo stesso, è chiaro il concetto?
Non so come funziona ma io vivo
Non so per quanto ancora ma io vivo
Prima di impazzire brucio dentro
Ma vivo lo stesso, è chiaro il concetto?

Scrivere, scriverne le matite sono fuliggine
Scrivere, scriverne le matite sono fuliggine
Scrivere, scriverne le matite sono fuliggine
Scrivere, scriverne ormai le matite sono fuliggine.

Abbiamo il ritmo da quando nasciamo finché non moriamo

Abbiamo il ritmo da quando nasciamo finché non moriamo

Abbiamo il ritmo da quando nasciamo finché non moriamo

Abbiamo il ritmo da quando nasciamo finché...


Camminiamo da quando nasciamo finché non moriamo

Cammino deciso verso un luogo lontano

Dietro solo impronte, eredito orme

Seguo un sentiero che non so se merito eretico fino all’orizzonte!

La direzione è sempre la stessa, la meta aspetta

Traccio da punto a punto una linea retta

Scelgo ma ho paura, tutto questo quanto dura?

Camminando ho visto che anche l’asfalto si consuma!

All’ennesima tappa non so leggere la mappa

E so che non ci si muove in linea d’aria

Ad occhi chiusi, cerco, la strada maestra ma a cosa faccio riferimento

Se ho perso il senso dell’orientamento?

Mi hanno detto trovati un altro ritmo Francesco

Ma mi piaceva la strada senza volerlo

Del resto cosa volevi? Distogliermi da una strada

Cambiare una strada, su cui poggiavo i piedi?

Cresciuto con il Kaos nel cuore e la Kattiveria in mente

Nella luce della notte senza etichette

Ove brilla anche il lume più fioco tutto brucia tranne il fuoco

Che si nutre con poco e nutre chi ha fame e uno scopo


[Ritornello]

Contro il vento? Conto i passi! Contro il tempo? Conto i passi!

Contro il freddo? Conto i passi! Conto i passi verso il cielo!

Carpire un segreto per capire in cosa credo

Percorro kilometri camminando in cerchio!

Contro il vento? Conto i passi! Contro il tempo? Conto i passi!

Contro il freddo? Conto i passi! Conto i passi verso il cielo!

Carpire un segreto per capire in cosa credo

Percorro kilometri camminando in cerchio!

Ogni passo ha il suo ritmo, ogni ritmo ha il suo motivo

Ogni motivo un individuo e ogni individuo il suo sentiero

Ogni passo ha il suo ritmo, ogni ritmo ha il suo motivo

Ogni motivo un individuo e ogni individuo il suo sentiero


Ho camminato solitario e in branco là fuori

Ho reso i sogni passioni, ho perso e preso occasioni

Prima i soli, poi sempre più numerosi

Ali strappate e sporche in questo occaso pien di voli

A una spanna da terra volevo indicazioni per il mondo

E mi hanno detto guardati intorno senza rimorso

Perché ho costruito qualcosa con le pietre che ho

Trovato sul percorso! Ci sono cose che non posso

Permettermi di scegliere di credere, cedere

Su traguardi di cammini in cenere

Essere, artefice, ascolta chi parla, parla piano

Ma parla chiaro! Un pensiero ti porta lontano

Senza valige, senza biglietto in mano

Mattoni gialli nello zaino, un piano forse ce l’ho

Forse c’è e conto: uno, due, tre

Per quanto stanco pensando ho camminato un bel po’

Ho dato tanto solo sul palco, un verso dopo l’altro

Camminando ho pensato, un passo dopo l’altro

Un passo verso l’alto, verso l’altro

Senza contatto, camminiamo fianco a fianco!



[Ritornello]

Contro il vento? Conto i passi! Contro il tempo? Conto i passi!

Contro il freddo? Conto i passi! Conto i passi verso il cielo!

Carpire un segreto per capire in cosa credo

Percorro kilometri camminando in cerchio!

Contro il vento? Conto i passi! Contro il tempo? Conto i passi!

Contro il freddo? Conto i passi! Conto i passi verso il cielo!

Carpire un segreto per capire in cosa credo

Percorro kilometri camminando in cerchio!

Ogni passo ha il suo ritmo, ogni ritmo ha il suo motivo

Ogni motivo un individuo e ogni individuo il suo sentiero

Ogni passo ha il suo ritmo, ogni ritmo ha il suo motivo

Ogni motivo un individuo e ogni individuo il suo sentiero.

E sono...

Giorni inceneriti che bruciano senza tempo

Un urlo basta e avanza se sai di cosa parla

La morte puoi abbracciarla, poi relegarla al cimitero

Io ho dovuto fare i conti con un piatto in meno!

Incubi! Ti svegli e piangi, troppo presto tra i grandi

Ma i grandi piangono come tutti gli altri

Tra volti che si girano come pagine, presi

Dalle lacrime, non voglio pensare non devo piangere!

Ero solo tra le vostre parole

Mi sono incatenato al rancore mangiando lacrime a colazione

E quel sorriso mi è stato accanto quando

Non pensavo un fazzoletto potesse bagnarsi tanto!

Non ho capito cosa mi hai detto, non sono stato attento

Io sono stato seduto tutto il tempo

In piedi ho fatto un giuramento senza rimorso

Un biglietto per l’inferno, senza ritorno perché...


[Ritornello]

La rabbia è un’abitudine come la solitudine

Combatti solo fuori al freddo e all’odio

Ma tutto è buono quando non senti più niente

La vendetta sfiorisce lentamente e profuma meno

Sempre meno, cresciuto all’ombra del rancore

Il silenzio divenne musica, parole

Sete e paura, mai ed occhi rossi

Bagnato da una pioggia che non fa rumore


Rinchiuso sotto tortura il dolore tace

Lasciatemi in pace, lasciate perdere i mi dispiace

Nessuna spiegazione nel nome del signore

Nessuno ha torto, allora chi ha ragione?

Sapessi quanto ti ho immaginato solo per disperazione

Sapessi quanto avrei dato per una sola occasione

E tu? Non so chi sei, non so chi eri

Un penny per i tuoi pensieri!

So cosa sei stato, e non so se è peggio

Essere così arrabbiato o sapere che non serve a niente

Non so cosa ti meriti e credimi è lo stesso

Il Corvo tornerà quando sarà il momento!

Il silenzio degli innocenti si sente

La mia vendetta non è fredda è ghiaccio rovente

Io ti aspetto e ti aspetterò sempre

Per dieci giorni dopo il cinque di novembre!


[Bridge]

Dominae sine nomine

Nomine dominae sine

Dominae sine nomine

Nomine dominae sine

Dominae sine nomine

Nomine dominae sine

Dominae sine nomine

Nomine dominae sine

Dominae sine nomine

Nomine dominae sine


Davvero l’unico verdetto è vendicarsi? Quando vivi

Per una catarsi che non può realizzarsi, o credi di esser vivo

Perché sei cattivo, perché piangere da soli

Chiedendosi quando vincono i buoni?

La vendetta brucia l’anima, ti avvelena vivere

Fa male pensarlo, pensa parlarne, pensa scriverne!

Odio chiama odio ma chi altro ho da chiamare?

E che farei senza il mio vaso di Pandora personale?

La mia fame ha alimentato me, e io lei

Ritratto di un patto, odio su tela, Dorian Grey!

Qual è l’antidoto se il veleno è quello che pensi?

Qua la cura è peggio del male e quanto male fa perdersi?

La mia fenice danza ubriaca, Karma canta!

Io ho solo la rabbia e la speranza

Che cantare questa strofa consumata

Seppellisca la mia sete di vendetta o chi l’ha scatenata!


[Ritornello]

La rabbia è un’abitudine come la solitudine

Combatti solo fuori al freddo e all’odio

Ma tutto è buono quando non senti più niente

La vendetta sfiorisce lentamente e profuma meno

Sempre meno, cresciuto all’ombra del rancore

Il silenzio divenne musica, parole

Sete e paura, mai ed occhi rossi

Bagnato da una pioggia che non fa rumore.

Ricordi e belle parole

Unite come quando fuori piove col sole

Senza la banalità della perfezione

Stretta al cuore busta arancione

Nel più piccolo gesto

Trovai speranza

A volte un sorriso è differenza

Tra vita e morte

Ogni immagine è quell’immagine che volevi scordare

E poi ricordare per sempre

Attratto dal tratto indelebile della memoria

Che non scorda, a tratti

Restare immobile e consapevole

E cercare di capire come soffrire

Ma il dolore non ha regole;

Cosa puoi essere se non vuoi essere debole?

Ti dicono di superarlo

Come fosse una gara, un traguardo

Come se potesse essere tutto come prima

Se potessi, se volessi farlo

Prima scusa, dopo cura, prima fuga

Dopo un altro giorno intero

Senza passi avanti

Ma neanche indietro

E questa sconosciuta gli sorride e chi lo conosce

Non sa cosa dire lui non capisce chi non capisce

E prima di dormire

Sorrise al pacchetto di figurine


E ti sembra che la tua tristezza

Sporchi il mondo;

Vorresti chiedere scusa ma taci, in fondo

A quale angolo nascondersi?

Preferiresti non chiuder la porta ma piangi

C’è stato tanto tempo

Ma è mancata l’occasione

C’è stato tanto non detto

Ci è stato tanto detto che avevamo ragione

Figli del dolore senza affetto

Capimmo dopo l’incomprensione

Nel silenzio sembra tutto perfetto

Ma quale silenzio genera confusione?

Parlare

E scoprirsi muto dalle lacrime, ti apre il cuore

Chiuso a pugno, messo al muro

Quanti anni stanno in un minuto?

Mi sono nascosto

Emozioni alle parole

Aspettando quindici anni

Una canzone

Poi scopri che è nelle persone

Quello che hai sempre cercato, sempre sognato

Quello che non ti manca

Ma che ti è sempre mancato.

You think you know death, but you don't, not until you've seen it, really seen it... And it gets under your skin and lives inside you. You also think you know life, stand on the edge of things and what you go by but you're not living it, not really, you're just a tourist, a ghost, then you see it, really see it, it gets under your skin and lives inside you, and there's no escape, there's nothing to be done, and you know what? it's good, it's a good thing. And that’s all I’ve got to say about it.


TRADUZIONE

Pensi di conoscere la morte, ma non la conosci, non finché non l’hai vista, vista davvero... E ti entra sotto  pelle e vive dentro di te. Pensi anche di conoscere la vita, stai sul bordo delle cose senza toccarle, ma non la stai vivendo, non veramente, sei solo un turista, un fantasma, e poi la vedi, la vedi davvero, ti entra sotto pelle e vive dentro di te, e non c’è scampo, non c’è niente da fare, e sai cosa? Va bene, è una cosa buona. E questo è tutto quello che ho da dire al riguardo.

Puoi uccidere un uomo ma non il suo nome,

puoi uccidere la passione e l’odio, ma non l’amore.

Puoi uccidere chi canta ma non una canzone,

puoi uccidere chi spera e anche la speranza muore.

Levi di mezzo i potenti ma non il potere e le sue leve,

puoi seppellire un eroe ma non le sue idee,

puoi lapidare un martire ma non la fede,

puoi uccidere in nome del padre, del male o del bene.

Fucili un partigiano non il fiore sotto cui è seppellito,

puoi far fuori chi balla ma non il ritmo,

puoi uccidere persone a parole e persone coi fatti

e a conti fatti uccidi uno di noi, non noi tutti.

Puoi sopprimere per ragioni di prevenzione e sicurezza,

uccidere chi si oppone e protesta, alza la voce e la testa,

giustizi assassini ma avrai solo vittime in più,

puoi uccidere i cattivi sperando di non diventarlo anche tu.


[Ritornello]

Puoi uccidere e morire! Quante vite viviamo?

Puoi morire e uccidere! Quante volte moriamo?

Quante volte ancora? Quanti muoiono e uccidono

Tutti muoiono, ma quanti vivono?

Puoi uccidere e morire! Quante vite viviamo?

Puoi morire e uccidere! Quante volte moriamo?

Quante volte ancora? Quanti muoiono e uccidono

Tutti muoiono, ma quanti vivono?


Puoi uccidere chi è libero ma non la libertà,

puoi sterminare un popolo ma la memoria sopravviverà,

puoi ammazzare giornalisti e giudici, non la verità,

puoi uccidere chi è felice, non la felicità.

Puoi bruciare chi la pensa a suo modo,

ma i dubbi bruciano e il pensiero non svanisce in un rogo.

Puoi morire per il colore di una bandiera senza onore,

puoi morire per aver fatto la cosa giusta o un errore.

Puoi dare la vita per amore, ucciderti per il terrore

o restare vittima del tuo stesso rancore,

puoi morire dalle risate o di dolore

e anche se batte il cuore, morire di morte interiore!

Puoi morire tra maledizioni di rabbia

o morire dolcemente con un nome sulle labbra.

Puoi morire per chi ti sta a fianco, puoi decidere anche quando

e puoi vivere fino alla fine lottando!


[Ritornello]

Puoi uccidere e morire! Quante vite viviamo?

Puoi morire e uccidere! Quante volte moriamo?

Quante volte ancora? Quanti muoiono e uccidono

Tutti muoiono, ma quanti vivono?

Puoi uccidere e morire! Quante vite viviamo?

Puoi morire e uccidere! Quante volte moriamo?

Quante volte ancora? Quanti muoiono e uccidono

Tutti muoiono, ma quanti vivono?

[Strofa 1: Digiuno]
Disegno sull'acqua aspetto e scrivo, e basta
Ho dubbi sui miei dubbi, e mi parlo di pazienza
Senza parole povere
Resto immobile sotto una pioggia di polvere!
Aspettando la vita tiro a campare
Sperando possa dare quanto ricevere
In mano ho così poco che non ho niente da perdere
Il canto delle sirene è l’unico a cui posso cedere
Ho la mia voglia di eccellere, di essere qualcuno
Voglia di un futuro al di là di ciò che ho, e che ho costruito
Tutti i miei sogni e ogni desiderio che non ho esaudito
Con la paura fottuta di sentirmi un fallito
Ma la paura non ti prepara mai abbastanza
In mare aperto, tanto vasto quanto deserto
Mi ci perdo e sogno il mondo da una stanza
Con me stesso mi vivo un universo di possibilità
Le opportunità non sono numeri da pallottoliere
Sono facce, sono nomi, sono giornate intere;
Lontani dalla vertigine delle scogliere
In questo oceano neanche se vuoi puoi cadere
Dove scendere è affondare e risalire è sempre
Restare sommersi e i salvati non sono più gli stessi
Rido e mi faccio a pezzi, che sono strofe
Che sono versi, che sono prove di vitalità
Troppo stanco per piangere, vivo dentro una carcassa
Da quando scrivere non basta urlo sottì'acqua
Non so cosa fare, come rendermi utile
Ora che pensare è diventata una brutta abitudine
Non ho scelto io di essere così, o forse si?
Conta la coerenza con me stesso? Ni...
E non so se non cresco o non invecchio
E se mi immaginavo tutto questo o tutto diverso, ma...

[Ritornello: Digiuno]
C’è qualcosa sotto pelle, sotto i tatuaggi
Che ti spinge a tatuarti, la solitudine degli alberi
Vivere a porte chiuse, sacrifici alle muse
Le mie paure, le mie scuse, il mio sentiero delle meduse
Fuori il cielo suona dove ballano le nuvole
Sana inquietudine cerco solitario trovo solitudine
E risposte pure luce nelle serrature
Creature confuse sul sentiero delle meduse.

[Strofa 2: Messia]
Disteso sul fondale in questo immenso mare
Pressione alta, mi impedisce di parlare
Profondità rapiscimi, per certi versi mi capisci
Mi trascini tra alghe scure negli abissi
Bollicine in superficie quando stai gridando
Barcollando, brancolando, lontano dal branco
Vado giù verso l'infinito
Se poi salissi su dove nuotate voi sarei finito, so...
Lasciami andare, dammi modo
Di trovare nuove direzioni, continenti nel moto ondoso
Non mi lasciare solo come le meduse vecchie che
Strette in se stesse, scosse elettriche!
Sognavo di essere un gabbiano oppure calamaro
Inchiostro a più non posso, posso volar lontano
Bere quello rosso giusto per cambiar
Perché è "l'acqua che fa male, il vino fa cantar"
Invece al massimo, so dare un tentacolo
Poi ritratto, lo ritraggo, a scottarsi basta un attimo!
E se poi resti a contatto? che faccio?
Non posso più fingermi pesce pagliaccio!
Non è facile nuotare, ma in fondo non è male
Questo mare è il materiale di cui sono fatto!
Sale un grande pianto, pesci, plancton
Il blu così profondo, qualcun altro sta nuotando...

[Ritornello: Digiuno]
C’è qualcosa sotto pelle, sotto i tatuaggi
Che ti spinge a tatuarti, la solitudine degli alberi
Vivere a porte chiuse, sacrifici alle muse
Le mie paure, le mie scuse, il mio sentiero delle meduse
Fuori il cielo suona dove ballano le nuvole
Sana inquietudine cerco solitario trovo solitudine
E risposte pure luce nelle serrature
Creature confuse sul sentiero delle meduse.

[Strofa 3: Digiuno]
Inseguire l’amare ē seguire l’acqua nel mare
In un miraggio salato d’evidenze
Mi son fatto dare un passaggio dal passato
Ho lasciato aperto il mio cuore e qui dentro è tutto bagnato!
Devo aver sbagliato per forza qualcosa
Se nessuno stringe un cardo, se nessuno abbraccia una medusa
Non so se per calcolo o per paura
La solitudine delle piante è parte del progetto della natura
Abissi a cui dissi tutto me stesso
Scrissi sulla sabbia del fondale per giocare con la rabbia
Acqua e sale prima che capissi di poter nuotare
In superficie senza essere superficiale;
E fu l’abisso dell’incomprensione che mi spinse altrove
In profondità, cambiare è cambiare direzione
Sensibile, un’allucinazione è preferibile a un’illusione
Seguendo un sentiero che ti segue nelle persone

[Ritornello: Digiuno]
C’è qualcosa sotto pelle, sotto i tatuaggi
Che ti spinge a tatuarti, la solitudine degli alberi
Vivere a porte chiuse, sacrifici alle muse
Le mie paure, le mie scuse, il mio sentiero delle meduse
Fuori il cielo suona dove ballano le nuvole
Sana inquietudine cerco solitario trovo solitudine
E risposte pure luce nelle serrature
Creature confuse sul sentiero delle meduse.

Ho riempito un foglio, un centimetro alla volta
Ho riempito un disco un secondo alla volta
Verso la fine ho risparmiato spazio e tempo
E un quaderno da un euro e mezzo ora è senza prezzo

[Ritornello]
Non c’è tempo per i pensieri, non c’è tempo
Non c’è spazio per altre parole, non ce n'è
Non contare i lati del quadrato in cui ti hanno rinchiuso
Non contare il tempo che hanno rubato a me e a te!
Senti i rintocchi dei pensieri
Avvolgono d’ambizione ogni mio ieri
Ma un centimetro ti basta, un secondo basta e avanza
Canta la luna riflessa o resterà solo acqua

Quanti centimetri nell’universo?
Quanti secondi l’eternità?
Non siamo nient’altro che briciole
Alla tavola del tempo, al di qua dell’aldilà
Il motivo sta in un centimetro, in un secondo
Disposto pure a sperare lancio segnali in codice
Vagando con lo sguardo da un centimetro ad un altro
Contando un secondo e poi un altro ma...

[Ritornello]
Non c’è tempo per i pensieri, non c’è tempo
Non c’è spazio per altre parole, non ce n'è
Non contare i lati del quadrato in cui ti hanno rinchiuso
Non contare il tempo che hanno rubato a me e a te!
Senti i rintocchi dei pensieri
Avvolgono d’ambizione ogni mio ieri
Ma un centimetro ti basta, un secondo basta e avanza
Canta la luna riflessa o resterà solo acqua

Guarda il tempo, vivo in un centimetro
Scrivo in un secondo, prima di cancellarmi libero
Mi basta poco per essere me stesso
Guarda fuori, mi troverai qua dentro
Quanto cambia un dettaglio?
Quanto cambia il mondo in un solo centimetro?
In un secondo, che solo uno non passa
Scorre perso, e lascia una traccia quasi per sbaglio
Un centimetro è così piccolo che non posso scordarlo
Un secondo così piccolo, non puoi rubarlo
Un centimetro è già uno spiraglio: ammira!
Un secondo sembra poco, respira!

[Ritornello]
Non c’è tempo per i pensieri, non c’è tempo
Non c’è spazio per altre parole, non ce n'è
Non contare i lati del quadrato in cui ti hanno rinchiuso
Non contare il tempo che hanno rubato a me e a te!
Senti i rintocchi dei pensieri
Avvolgono d’ambizione ogni mio ieri
Ma un centimetro ti basta, un secondo basta e avanza
Canta la luna riflessa o resterà solo acqua

Di fronte al risultato quanto conta la direzione?
L’intenzione? Una motivazione?
Non c’è scampo coi numeri, prova con le parole
Se non ti illumini al sole, prova al buio quando piove!
Non ho mai preso pugni così forti
Nascosto nei miei secondi urlando passerà
Ma non passerà anche se te ne scordi
Centimetri e centimetri di non ti ricordi
Quant’eri piccolo quand’eri piccolo
Essere solamente, senza solamente
Troppo piccolo per le vostre grandezze
Scrivo: scrivo per rispondere alle vostre certezze!
Il tempo è infinito se lo misuri in centimetri
Lo spazio infinito se lo misuri in secondi e i secondi in secoli
Non possiamo il tutto, non c’è foglio abbastanza
Per l’infinitamente grande ma l’infinitamente
Piccolo dipinge una vertigine di voglia di vivere che fa sorridere
Il piccolo infinito è fatto anche lui in sillabe
E un secondo dopo fummo liberi in sogno
E un centimetro dal suolo è già librarsi in volo!

Eo per maria

Eo per maria


Senza scialuppe, senza fari, senza flotta

in lotta per superarmi, non per superare gli altri,

nuvole nubi, mare specchio del cielo nero

supero l’ultimo promontorio punto di non ritorno.

Il tempo speso da una parte conferma,

dall’altra mi tenta, se la rotta è questa chi assicura sia corretta?

Chi naviga con me non ha fretta, aspetta che mi metta

al passo e cresca, che esca nella tempesta, in cerca,

prova dopo prova non approdo, non ancora!

Gettato l’ancora alle spalle, non so nuotare ora come allora!

Coi miei limiti di uomo quale sono. E quali sono?

Sono i limiti di un solo uomo o solo dell’uomo?

Quale artista? La mia fragilità naviga a vista

giuro impegno sul mio legno, spiego le vele e mi segno

mai dire mai abbandonerò il mio disegno

uomo in mare è l’ultima cosa che sentirò mentre annego!


[Ritornello]

Limiti... Sorrido dagli scogli!

Limiti... Una gomena di sabbia!

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Limiti... Una balena bianca!

La speranza di un lembo di terra non è

cercare pace nella guerra! Non è il buono che salvi dal male.

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Traccia una mappa dell’anima!


Supererò i limiti delle carte, fuori dall’atlante,

dove le colonne d’Ercole sono un ricordo distante.

Camminerò sulle acque, oltre i limiti del mondo

sotto stelle nuove, sestante sul sole: hic sunt leones!

Ammiraglio in viaggio su un veliero in cui credo

perché chi crede, vede il cielo oltre il velo.

con che coraggio, con che equipaggio

cerco l’infinito o uno sguardo nello spiraglio.

Tradire e fare, sveglio col Dio abissale,

Palinuro, giace ancora sul fondale!

Non lascerò nessuno padrone del mio timone

nessun vento detterà l’orientamento

anche quando l’ammutinamento sembra un’opzione

e il timore del naufragio una soluzione!

Le burrasche non si placano con le preghiere

acqua ovunque ma non si beve, vivo meglio con la sete!


[Ritornello]

Limiti... Sorrido dagli scogli!

Limiti... Una gomena di sabbia!

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Limiti... Una balena bianca!

La speranza di un lembo di terra non è

cercare pace nella guerra! Non è il buono che salvi dal male.

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Traccia una mappa dell’anima!



Non sono i viveri l’essenziale per vivere

giunto al limite lo racconterò all’impossibile;

sfido il tempo sfidando me stesso cerco l’eterno

perché vali [vali] quanto il vuoto che hai dentro!

Ero un mozzo quando ho iniziato il racconto

ora un lupo di mare mezzo sbronzo chiede il conto,

invano, faccio promesse da marinaio

prendile per quel che valgono oh capitano, mio capitano!


[Ritornello]

Limiti... Sorrido dagli scogli!

Limiti... Una gomena di sabbia!

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Limiti... Una balena bianca!

La speranza di un lembo di terra non è

cercare pace nella guerra! Non è il buono che salvi dal male.

Caccia! Stanca! Fiacca! Sfianca!

Traccia una mappa dell’anima!

Ho una vita scritta in brutta
Non parlarmi di errori di battitura
Non so quante seconde occasioni servono per la scelta giusta
Andare a capo? Finire lo spazio?
Ho paura di chiedere scusa a me stesso se ho sbagliato
Non ho il rimpianto facile, pagine nostalgiche
È che a volte mi chiedo quanto ho da perdere
Quale gioco vale la candela? A posto in coscenza anche
Se senza i, scrivo dal buio, qui anche stasera
Sotto processo, rivendico il diritto all’errore
Ma per vostro onore sbagliare non è concesso
Quando ho perso la penna ho perso la speranza
Facendo ammenda a capo chino scrivo con un dito in aria
Quando sei in pena e ti senti un miserabile
Ogni margine sembra insormontabile e ogni immagine
Ti riporta alla mente quello che hai fatto
E ti ricorda di correre quando ormai hai camminato

[Ritornello]
Punto e virgola; imparagrafo a scrivere!
Ogni sconfitta un punto, in questo testo di universo
Tanti sbagli quante virgole, quante frasi
E vado a capo troppo spesso
È solo un brutto periodo, dicono, riscrivilo
Non capiscono e sottolineano
Rosso colori! Ma ho imparato
Da chi ha corretto i miei errori, non dalle correzioni!

Pieni di parole, chini sui nostri testi
Chiediti senza punteggiatura che scriveresti?
Sbagli ma non volevi, non vorresti, non vuoi
Ma è facile correggere col senno di poi!
E spero in una soluzione anche se piccola, ma
Ogni costrizione limita e una congiunzione non ti libera
Se vivi nella convinzione ridicola
Di non poter mettere una e dopo una virgola
Hai mai riempito pagine come dio per poi trovarle vuote?
La vita è al margine dell’io, dove il noi sono persone
Che piangono i propri errori, muoiono dentro
Per avere un’altra occasione là fuori!
Chi fa da sé fa per tre ma non c’è pari
Con lo scrivere l’oscurità che ci circonda a quattro mani
Supererei i due punti se facessi un elenco
Non conto parole, conta con chi condividi il silenzio!

[Ritornello]
Punto e virgola; imparagrafo a scrivere!
Ogni sconfitta un punto, in questo testo di universo
Tanti sbagli quante virgole, quante frasi
E vado a capo troppo spesso
È solo un brutto periodo, dicono, riscrivilo
Non capiscono e sottolineano
Rosso colori! Ma ho imparato
Da chi ha corretto i miei errori, non dalle correzioni!

La filosofia nei puntini di sospensione
Credo ai segni e ai segni di interpunzione
Le virgole da sole non sono un testo compiuto
Virgola, non lo cancellano, virgola, lo completano, punto
In ogni capoverso, pausa di riflessione
Più lunga dell’errore stesso, punto fermo
Chi sbaglia paga scegli se risparmiarti o vivere ma
Non cambio la mia licenza poetica per una di uccidere
Il rimorso per ogni concorso di colpe
È un discorso di strofe in cui piangono virgole, come
Apostrofi chi sbaglia percorso ma
Sorride sempre paresi di parentesi sul volto
Quanta vita c’è in uno scarabocchio?
Se ti cancelli con una riga, non chiuderò un occhio
Ogni svista è un punto di vista, vita mia
Una virgola non avrà ragione della nostra poesia
Ho scritto di getto parole che ancora cancello
Dettate dal cuore o dettate dal cervello
Parole che rileggo da sempre o che non sono mai state lette
Quelle che scriverò, ma mo’ chiuse le virgolette!

Chilometri di strada e miglia di vie e marciapiedi

su cui crescono solitari steli e li vedi

sotto nuvole di luna, all’aria nuda bellezza cruda

ogni casa chiusa, ogni voce, muta.

E l’alba è rinchiusa nel tempo immobile

che scorre solo in ogni automobile

che corre sola, intorno ai fuochi dei lampioni

descrivendo ellissi e cerchi vuoti.

Senza frutti, foglie e fiori vestite di fogli fuori

ciglia della strada dove la vita incontra l’asfalto

e dove finisce il gambo inizia il tacco

se fossi Van Gogh, vi dipingerei,

ma quale cornice accetterebbe questo quadro?

E dimmi hai mai visto i girasoli dentro un vaso?

E dove stanno? Come fanno? Si gireranno finché

ci sono soli. E ai girasoli nessuno regala i fiori...

Chissà cosa sotto quella pelle, sotto quelle,

sotto le stelle, le belle foglie perse,

finche il sole non sorge, finché il mondo dorme,

e chi non vuol vedere vede solo ombre,

e chi vede non va più in là delle forme

occhi nel silenzio, tutto tace, forse

una sigaretta in pace sempre la stessa

aspetta, aspetta che non finisca mai.

Tu aspetta, io aspetto, non smetto di passarci

non smetto di pensarci potremmo quasi salutarci

amanti, paganti, amori in contanti

fiori e passanti, siamo davvero così distanti?

Tu non parlare ascolta lui se tu parli senti il nulla
Se ascolti il silenzio urla, lui ti parla quando taci
Quando parli ma non puoi parlarci
Lui ti parla quando taci, quando parli ma non puoi parlarci

[Strofa 1: Digiuno]
Cinghie intorno al collo, tagli sopra il polso
Lacero, appeso e basta, sbagli tutt’intorno
Un colpo in testa, due colpi in aria
Quasi morto, non mollo, folle volo, stasi-comio
Rigido agli ordini di un foglio che spero mi nasconda
Ogni macchia di Rorschach nasconde l’Ombra
Quasi vivo, tremo, disegno e non scrivo
Vedo, simboli e risate tra le righe che incido!
Disegno bocche che mi parlino, occhi che mi guardino
Mani che mi applaudano, dita sporche di china
Ho una valigia di cartone, in mano palle di cannone
E la speranza che la speranza non mi opprima
Sottile, non so più se voglio dormire
Anche se il sonno è tutto ciò che voglio [sottile]
Ma è l’unico luogo in cui non c’è nulla di cui ho bisogno
In cui il nulla che sogno è più del nulla che ho intorno
Bianco o nero, bene o male
Grigio di consapevolezza capitale; sete di sale
Il mio corpo non tace! Sputo gocce in mezzo al mare
Su cui navigo per affogare. Liberate il kraken!
Ho perso la voglia, la parola, qualche kilo
E 21 grammi e mezzo, [ancora e ancora] le lettere
Sono più ambigue deforme un pensiero si contorce
Nessuno vede se piangi, il buio è troppo nero
Nessuno ascolta se taci nessuno
Ho imparato a consolarmi guardando gli altri
Avervi davanti senza una via che non sia l’immaginazione
Silenzio senza un suono che non sia del cuore...

[Strofa 2: Tony la N.]
Ho perso la voglia, vorrei perdere il senno
Ma ho perso solo qualche chilo e 21 grammi e mezzo;
Io ci sono sempre stato, di vista non ti perdo
Dove l'occhio non cattura: è lì che io comprendo
Dipendo, da ogni tua singola figura
Ed è una stretta dipendenza e non c'è danza che mi dia la cura
Uso disinvoltura ma non mi resta che sta andatura lenta
Poiché ho il piombo nelle membra e la mente ancora aperta
Perché ricerca un motivo: non c'è finzione in ciò che scrivo!
Eh nulla puoi farci, tra frammenti marci sopra cui cammino
Ho dato un motivo al vino
Ma non c'è modo, per cui non trovo come usare questo sfogo
Io stringo il nodo. un altro giorno in cui mi muovo
Da solo, senza soddisfazione
Ciò che aspetto e vano, bevo la soluzione, ma...
Non c'è veleno che mi getti, dove
Di nero i cieli sono infetti
Come fuggire da ciò che evito
Non puoi scappare dalle tue pare!
Se il confine è Pelago non resta che nuotare

[Strofa 3: OG Wondo]
Ma cosa aspetto a fare se
Ciò che cerco ad occhi fissi ormai da dimenticare
Abissi di cui scrissi quando ancora avevo voglia di lottare
Nella bolgia per non entrare in quella dei qualunquisti
Visi tristi, dentro a riti mistici in cui vidi
Finti cristi estinguersi con un lamento
Sogni svaniti, spediti su meteoriti imbriferi
Su cui vissi solamente per distinguermi dal resto
E per spingerli verso parti che
Coincidono con Marte, l’universo e Atlantide
E anche se perso sotto la grandine ho idee candide
Ricerche semantiche da cui traggo proprietà catartiche
Gelo come nell’Antartide andarsene oggi no
Come ieri, muri di pensieri che bloccano i miei sentieri
Non mi mollano, vivo per un motivo
Ma con un cappio al collo e le mie darsene che crollano

[Ritornello: Tony la N.]
Ray dove sei? Sento sempre il tuo nome nel silenzio
Anche quando non ti penso e non ti penso spesso
Aspettro! Raccogli i frammenti di vetro che rompi
Che ti ci compri la calma

[Ritornello: Digiuno]
Il fantasma delle mie aspettative affitta vite
Scambia pezzi di vetro per pezzi di tranquillità!
Il fantasma delle mie aspettative affitta vite
E fa a pezzi i miei pezzi di tranquillità!

[Strofa 4: Digiuno]
E se muori, mille soli illuminano, mille cloni
Mille e una notte, mille e uno i giorni
E alzare lo sguardo per guardare fuori non è da folli
Ora che piangi anche tu, che senti anche tu, quando torni
Ora che leggi che scrivi che leggi che scrivi
Che leggi che scrivi che leggi che scrivi che leggi che scrivi
Ray, sei come quando non c’è altro, uno è con me
Quando non c’è l’altro, e leggi e scrivi tanto!
Ma la vita è un lungo addio
Se vedessi quanto tempo ho perso per affidarmi a Dio
Sapessi quanto ho speso per convincermi che solo io
Sono io e non ho alternative in sette vite
Finite a convincermi delle mie aspettative
Sottrazione di ore perdute, aspirazioni confuse;
Ma aspiro ad altro, sempre più in alto
Aspiro monossido di carbonio in auto!
Muovo la testa per non perderla, aspettro!
Continuo ad inseguire la vita, se mi fermo ho freddo
Mi sono perso cercando me stesso! Cosa mi aspetto?
Un fantasma resta tale finché non se ne parla, penso
A sentirmi bene? [Basta!] Quanto danno la felicità?!
Basta! Non avere l’ansia! Basta condividere ogni cosa
Empatia ed emozioni, attore, attori
Non mi interesso ai copioni, basta che funzioni!
Sono talmente vuoto che parlo da solo
Quando mi riempio d’odio senza la pace dei sensi, solo
Questo senso d’oppressione che non mi molla mai
Disperata confusione: don’t dead open inside!

[Ritornello: OG Wondo]
Ray dove sei? Sento sempre il tuo nome nel silenzio
Anche quando non ti penso e non ti penso spesso
Aspettro! Raccogli i frammenti di vetro che rompi
Che ti ci compri la calma

[Ritornello: Digiuno]
Il fantasma delle mie aspettative affitta vite
Scambia pezzi di vetro per pezzi di tranquillità!
Il fantasma delle mie aspettative affitta vite

E fa a pezzi i miei pezzi di tranquillità!

x

Sul fondo dei miei pensieri c’è una vita intera

troppo cara per pagarne il valore, troppo stanca

per combattere all’ultimo sudore, troppo bianca

per la luce del sole, oltre basta con le parole,

Ho un pensiero, non mi basta un’opinione.

Troppo forte, troppo grande io che sono

un pugno di domande, troppo per librarmi in volo

per con-dividerla dovrei lacerarmi solo.

Qua fuori nessuno ti insegna a vivere,

pochi imparano, gli altri passano il tempo a scrivere

senza definizione, il fondo è una certezza

il peso è una certezza, la morte ē una carezza.

A che serve ordinare ogni scaffale, ogni scheletro

in ogni armadio, ogni cassetto

se il casino me lo porto dentro, pulviscolo,

ballo lontanando sull’eco di note che svaniscono...


[Ritornello]

Quanta fragilità per chiamarla forza?

Quanta verità per bucarne la scorza? Quanta amarezza

costa la dolcezza? Quanta tempesta nella brezza?

Quanta tristezza in chi non te la mostra?


Rincorro il vuoto per riempirlo e non

riesco ad impedirlo, inseguo vento equilibrio,

in una stanza senza finestre, tra istinti e bisogni

e quello che resta dopo i sogni!

Quale grande disegno se non puoi disegnarlo?

mala tempora currunt sed peiora parantur.

Il tempo si sveste di polvere, non fermarlo,

ascolta il silenzio con qualcuno a fianco.

Raschio il rimorso,

non abbastanza pronto, potrebbe piovere,

ma non è mai il momento giusto per comprare un ombrello

è sempre troppo tardi o troppo bello.

Tutto questo spolverare il male

non è per pulire,

l’utopia ē camminare sempre più forte

alla fine si vince a volte.


[Ritornello]

Quanta fragilità per chiamarla forza?

Quanta verità per bucarne la scorza? Quanta amarezza

costa la dolcezza? Quanta tempesta nella brezza?

Quanta tristezza in chi non te la mostra?


Sul fondo dei miei pensieri c’è una vita intera

una scintilla brilla, sospesa, oltre la coltre.

La polvere non dorme

ma non mi arrenderò e abbraccerò il mio terremoto.

Non ho risposte da darti, non posso aiutarti,

non posso alzarti, non posso illuminarti al buio,

parlarti o farti da scudo, posso ascoltarti se mi dai un minuto,

non posso chiederti se voglio crederci

voglio crederci che un giorno potrò chiederti

cosa leggi nell’azzurro se la verità fa

elemosina agli uccelli coi granelli della tua clessidra.

Sulla cresta delle onde ascolta i fiumi piangere

guarda le nuvole gemelle sciogliersi in anime

le catturi solo con lo sguardo,

sempre più forte tuo malgrado.

Il tempo non è nei ricordi

è in un segno fuori dai punti di domanda

aspetterò la tua risposta in un sorriso,

sotto il sole di una meridiana.

Per ogni chiave spezzata c’è una porta, viva,

non sei foto chiuse in cantina,

siamo gocce di china

sanguina sempre più forte e sfida la polvere.


[Ritornello]

Quanta fragilità per chiamarla forza?

Quanta verità per bucarne la scorza? Quanta amarezza

costa la dolcezza? Quanta tempesta nella brezza?

Quanta tristezza in chi non te la mostra?


Oltre a noi,

tutto il resto è aria e polvere

Oltre a noi,

tutto il resto è aria e polvere

Oltre a noi,

tutto il resto è aria e polvere

Oltre a noi,

tutto il resto è aria e polvere.

Non scrivo lettere solo parole
Non ho destinatari solo destinazione
Poesie, prose, per una visione
Scrivere è meglio che fare lo scrittore
Scegliere, crescere in un pensiero
Riconoscersi segreto sfiorare la verità
Al di là della comunicazione
Scrivere: entrare in comunione
Trasmettere all'ombra dell’etere (dove) sei preda
O predatore! Tessere insieme alle persone (come)
Consapevole scrivo consapevole respiro
E per quanto sottile quel filo è in tensione

[Ritornello]
Questa risposta ha il sapore di sconfitta
Perché manco a farla apposta l’ho scritta
Ma non ti convincere di dover vincere
Certe risposte puoi trovarle altre devi scriverle
In direzione ostinata e contraria
Vivere è decidere per scrivere non basta l’aria
Ad ogni bivio varia scelta ed ogni scelta è necessaria
Ma per scrivere basta l'arial

È metà arma, metà armatura
Metà paura per quanto dura, metà cura
Metà vissuta tra quattro mura, metà infinito senza censura
Scrivere è la risposta se la domanda è: Aiuta?
Abusi di lettere effimere
Pur di scrivere mi son ridotto a vivere
Droga e dannazione, ti serva da lezione
Ti salva scrivere se ti salvano le persone
Scrivo piango e butto tanto
Un foglio accartocciato pesa quanto un foglio bianco
Le parole ti stanno accanto anche quando
Le hai pensate soltanto scrivere è aprirsi allo sguardo

[Ritornello]
Questa risposta ha il sapore di sconfitta
Perché manco a farla apposta l’ho scritta
Ma non ti convincere di dover vincere
Certe risposte puoi trovarle altre devi scriverle
In direzione ostinata e contraria
Vivere è decidere per scrivere non basta l’aria
Ad ogni bivio varia scelta ed ogni scelta è necessaria
Ma per scrivere basta l’arial

Calligrafia dell’intelletto
Occhio vigile, visione, sveglio, tratteggio
Scelgo, tentenno, specchio, riflesso del mondo
Scrivere è camera con vista sull'inconscio
Scrivere è pensare, pensare è scrivere
Pensare solo a scrivere è impossibile
Ma ormai non puoi disimparare, tocca ballare
La musica del diavolo, accorda il calamo
E c’è qualcosa di buono ma faccio segnali
Di fumo e voi guardate il fuoco sul crinale
Tra silenzio e suono me stesso e ciò che sono
Pensiero e uomo tra veglia e sogno, scrivere è solo...

Entrando in un giardino 

mi sono perso tra rocce e fiori.

Ho chiuso gli occhi tra i colori

e ho mosso i piedi volando su ogni gradino.

Mi sono chiesto cosa restasse fuori

perché non so cosa c’è dentro

nel cercare soluzioni ho avuto un giramento

non pretendo frutti migliori mangio macedonie di tutti i sapori.

Mi prendo in giro perché la prendo sul serio

e tra gemme e germogli cerco di stare meglio

anche se resta la fame e non cucino, gli ingredienti 

non sono nutrienti, ho mille ricette ma senza cibo.

Al primo punto prendo atto che prendo Acco;

Tra color amaranto se no mi dissanguo; Delta e Allo albo 

per ridurre l’acido; una rosa Levo Augmentano le spine;

una si Posa su ogni fungo che deve morire.

Senza tale forza Talavir per ridurre ogni virus

un bianco a Telaviv; [pochi e riconoscibili]

Arkas contrario di sacra se il colesterolo è divinità pagana;

fiore bianco di Bac, mi proteggo dentro col Lans.

Pallido Selo tengo il ritmo della base,

preciso come spartito musicale;

di base descrivo e migliora ogni giorno che vivo,

Dibase cattivo e peggiora ogni giorno che schifo.

Viaggio sopra un’astronave Eskim targata omega poli ;

sereno nelle Sere senza serie serie; sbianco ma Paro l’ansia

Nor Bes perché la pressione è abbastanza alta;

KCL Re una rosa antica tira l’altra.

Plasil Sol che sorge nella Zo;

Levo e Busco contro nausea e spasmi all’addo’.

Non scendo finché ci sto piuttosto salgo una scala di do

e per il momento clou sul menù cos’ho?


Quest’annata di Vincristina resta indigesta,

come mischiare Endoxan e Antraciclina ad una festa.

Il Metotrexate può dare insufficienza renale

e la Citarabina qualsiasi disturbo possa trovare tu su un manuale.

Blina Tumumab con zainetto e motorino,

in viaggio anche clandestino,

il coraggio di affrontare ogni monoclonale

Inotuzumab è l’ultimo che spero di incontrare.


Chele che stringono ciò che è mio,

cheto nel fortunale che è mio,

mi privo di ciò che è mio, per riavere ciò che è mio,

salute, brindo con mio zio.

Che dire ancora ai remi,

senz’ancora e senza parole, uso cheremi.

Che credi che tremi solo quando sei solo tra i pesci,

spiega le vele e piegato spiegati se ci riesci.

Questo giardino è un porto di fortuna,

il conforto umano è galleggiare sulla schiuma,

questo male è un mare arrabbiarsi non aiuta,

muta in sabbia la rabbia e gli scogli di paura.

Come si risponde? Come si fa?

Sono solo onde scosso sotto le fronde

e non posso fargli guerra

ma passerà tanto tempo prima di toccare di nuovo terra.


Nel giardino che è mio

mi hanno detto vola dove non tocchi

naviga a vista

e ho chiuso gli occhi.


...Terra!

Questa va a chi detesta le guardie

niente odio perché è troppo importante.

Ai compagni e alle compagne

che fanno benefit su benefit anche se sono stanche.


C’è bisogno, gli inguaiati ci contano

benefit per i contanti, raccogli i contatti 

i conti tornano, siamo in tanti non ci affondi.

Cerca scontri e cerca fondi.

La giustizia è ceca e non fa sconti.

La cena inizia e sono solo contorni.

Per ogni foglio di via una serigrafia.

Decreto penale di condanna, pena pecuniaria,

pena sospesa 

benefit, benefit per la gente che non si è arresa.

La nostra rabbia si alimenta,

beviamo ghiaccio per la vendetta,

mangiamo humus e pasta fredda.

Primo, secondo, terzo grado, cassazione 

per i danni morali, le spese processuali

ci sarebbe un’altra opzione che suona come? 

Suona più o meno così:


[Ritornello]

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi


Ancora non han capito che non siamo ricchi,

senza soldi ma non saremo sconfitti,

tirate la corda ma non ci impicchi,

alzate la voce ma non stiamo zitti.

Brucerà la carta, con la rabbia in tasca,

pronti a far man bassa, nella mischia a testa bassa,

quello che avanza fondo cassa,

sotto cassa sotto processo ma adesso basta.

Cantante bandito col santino di Sante nel libro.

Faber è il nostro cantautore preferito

perché l’hanno rapito, anche in quest’anno agguerrito

abbiamo reagito con una TAZ aperitivo.

La causa è sempre giusta, merde;

figurati una multa non serve;

complici e solidali, sempre.

Con una ricicla cuciniamo tre portate dal niente.

Ci opponiamo al vostro accanimento

a volte con un cassonetto, a volte con un banchetto

a volte in silenzio.

A volte a volto coperto.

Facciamo tutto il possibile, sogniamo l’impossibile 

da dire, rispondiamo per le rime con


[Ritornello]

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi


Sboccio per la prescrizione

dal banco degli imputati ai piedi sul bancone,

brucio il tricolore dal balcone

fanculo ai capi e ai capi d’imputazione.

Puntiamo all’assoluzione

con formula piena

ciurma anemica sotto la luna

urla e ulula fuoco a ogni galera!

Illuminati dalla chiesa che brucia,

per lo stato solo sfiducia,

rido ancora per l’inno e chi lo intona

anche se lo so a memoria e allora

grazie a chi cucina,

a chi pulisce alle quattro di mattina,

chi fa le grafiche la sera prima,

chi monta e smonta il palco,

chi pensa all’impianto,

grazie a tutte e tutti degli sbatti ma ora


[Ritornello]

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Rapine e ostaggi

Rapine e ortaggi

Piango anche stasera dopo il radiogiornale

Cosa posso fare? Cosa possiamo fare?

La risposta è plurale 

La nostra rabbia non si ferma è un mare. [From the river to the sea]

Spaccami pure la testa non mi interessa

Una carezza per ogni vita che si spezza.

Il nostro cuore non rallenta, nonostante la tristezza 

non sprofondiamo nella melma. [Resistiamo qui]

Radicali perché armati di radici

ben piantate nella terra, no alla guerra e a chi la spaccia per inevitabile

Noi restiamo fino all’ultimo fiore sull’ultima lapide

Non torniamo indietro come le lacrime.


[Ritornello]

Non mi basta scendere in piazza, 

Non mi basta scrivere free Gaza

Non mi basta condannare chi ammazza

Perché mi riguarda, ti riguarda, ci riguarda.


Non mi basta scendere in piazza, 

Non mi basta scrivere free Gaza

Non mi basta condannare chi ammazza

Perché mi riguarda, ti riguarda, ci riguarda.


C’è un elefante nella stanza 

E la gente non è che non ne parla, lo bombarda

Genocidio in corso a Gaza

Mi riguarda e non mi sento distante nonostante la distanza.

BDS: Boicotta, disinvesti e sanziona

Colpire il portafoglio funziona, c’è la prova

Chi ci guadagna alla gogna 

Sui vostri bilanci lascio una linea rossa bella grossa.

Riscossa! Ogni aiuto è benvenuto.

Parole, soldi e pure il digiuno.

Mi rifiuto di restare muto

a volte basta togliere un mattone per far crollare un muro.


[Ritornello]

Non mi basta scendere in piazza, 

Non mi basta scrivere free Gaza

Non mi basta condannare chi ammazza

Perché mi riguarda, ti riguarda, ci riguarda.


Non mi basta scendere in piazza, 

Non mi basta scrivere free Gaza

Non mi basta condannare chi ammazza

Perché mi riguarda, ti riguarda, ci riguarda.

أبكي مرة أخرى الليلة بعد أخبار الراديو

ماذا يمكنني أن أفعل؟ ماذا يمكننا أن نفعل؟

الجواب بصيغة الجمع 

غضبنا لا يتوقف هو بحر من النهر إلى البحر


حطم رأسي لا أبالي

عناق لكل حياة تنكسر

قلوبنا لا تهدأ رغم الحزن لا تهدأ 

نحن لا نغرق في المستنقع نحن نصمد هنا


الجذور لأن التسلح بالجذور

مغروسة بقوة في الأرض،

لا للحرب وأولئك الذين يمررونها كأمر حتمي

نقف حتى آخر زهرة على

آخر زهرة على آخر شاهد قبر

لا نلتفت إلى الوراء كالدموع


لا يكفيني أن أخرج إلى الشوارع,

لا يكفيني أن أكتب غزة الحرة


لا يكفيني أن أدين أولئك الذين يقتلون


لأنه يعنيني يعنيك يعنينا


هناك فيل في الغرفة. 

والناس لا يتحدثون عنها، بل يقصفونها

الإبادة الجماعية المستمرة في غزة

إنها تؤثر بي ولا أشعر أنني بعيد رغم بعد المسافة.


BDS: المقاطعة، وسحب الاستثمارات وفرض العقوبات

ضرب محفظتك يعمل، هناك دليل على ذلك

من يربح في المحفظة 

على ميزانياتكم أترك خطًا أحمر كبيرًا.


خلصوا أي مساعدة مرحب بها

بالكلمة والمال وحتى بالصيام

أرفض أن أبقى صامتاً

أحيانًا كل ما يتطلبه الأمر هو إزالة لبنة لإسقاط جدار.

IN ARRIVO